Srđan Banović per l’eKapija: È tempo per la digitalizzazione e l’umanità, proteggiamo il personale e prepariamo nuove azioni umanitarie

La fermata delle fabbriche e delle intere industrie a causa della pandemia di coronavirus, come per esempio l’industria automobilistica, sta causando anche un trasporto minore, e nello stesso tempo la riduzione del volume d’affari delle imprese logistiche rappresentanti il tessuto connettivo tra la produzione e il commercio. La logistica è senz’altro uno dei settori economici più gravemente colpiti da questa crisi – ha dichiarato per l’eKapija Srđan Banović, responsabile del Settore Servizio Clienti della società Transfera.

Un ulteriore problema per le imprese logistiche, sottolinea, rappresenta il fatto che a causa di tutte le incertezze del trasporto stradale internazionale relative a una potenziale chiusura dei confini, ovvero dei valichi di frontiera, il trasporto ferroviario ed aereo sono diventati alternative sempre più in uso.

eKapija: Come la Transfera sta operando in queste circostanze?

– Le nostre capacità e la qualità dei servizi devono rimanere allo stesso livello, perché facciamo parte della catena logistica nell’acquisto e nella produzione degli articoli di importanza strategica. In una crisi come questa, una delle cose più importanti è la precisa comunicazione a tempo opportuno. Dicendo questo mi riferisco soprattutto all’inizio della crisi quando ci sono in circolazione molte informazioni provvenienti da fonti diverse e quando la categorizzazione in fonti affidabili e quelle meno affidabili non conta molto. Il valore dell’informazione in tali circostanze è inestimabile e la Transfera, combinando le fonti ufficiali di informazioni e le informazioni operative relative agli affari quotidiani, si è impegnata a informare regolarmente i suoi clienti di tutte le modifiche relative alla logistica nel paese e nella regione. Gli impiegati sono divisi in alcuni gruppi di cui uno è stato indirizzato a lavorare da casa, sempre allo scopo di fornire anche in circostanze del genere la piena disponibilità del servizio della Transfera.

eKapija: Quali misure di protezione del personale avete attuato?

– Anche prima dell’introduzione ufficiale dello stato di emergenza, la Transfera ha preso una serie di misure rivolte principalmente a minimizzare il rischio di infezione all’interno dell’azienda. Sono stati provvisti disinfettanti, mascherine protettive e guanti per tutti gli impiegati , sono state prescritte le procedure sanitarie e le raccomandazioni relative alle misure di protezione sia all’interno dell’azienda che fuori, ed è stato organizzato anche il trasporto degli impiegati senza uso dei mezzi pubblici. Inoltre, negli ultimi 7 anni assistiamo a una crescita del numero di personale, ed abbiamo finito il 2019 con il numero totale di 220 persone impiegate presso la Transfera. Questo numero rimane uguale anche oggi, un mese dopo l’inizio della crisi. Abbiamo comunicato chiaramente che la priorità dell’azienda è, oltre a proteggere la salute del nostro personale, salvare tutti i posti di lavoro. È una sfida particolare nella situazione attuale che richiedeva l’introduzione delle misure di solidarietà, però la Transfera ha confermato che lo spirito di squadra è quello che produce sempre risultati eccezionali, e così anche in questa situazione ogni misura è stata proposta e adottata affinché ogni famiglia rimanga protetta durante questo periodo pieno di incertezze.

eKapija: Qual è l’importanza dell’e-business nell’epoca di questa epidemia?

– Anche in precedenza mettevamo l’accento sull’importanza della digitalizzazione e del trasferimento totale di operazioni aziendali nell’ambito digitale. Collegando unità organizzative in questo modo si arriva alla coordinazione che altrimenti richiederebbe la presenza fisica del personale allo stesso posto. Le applicazioni che consentono di effettuare videochiamate e conferenze sono ormai sulla buona strada per diventare standard del futuro, e la situazione attuale non ha fatto altro che velocizzare questo processo. Le applicazioni operative che usiamo nel lavoro quotidiano sono basate sulla piattaforma cloud, consentendo così un accesso facile agli impiegati anche quando non sono fisicamente presenti in azienda. Questo modo di collegarsi in rete era necessario per assicurare il normale funzionamento anche per l’opzione di lavorare da casa.

Tuttavia, a causa del tipo di lavoro, il personale del nostro settore Gestioni doganali deve essere fisicamente presente presso uffici doganali dove il processo si svolge. Si presuppone che anche questo processo nel periodo successivo sarà organizzato sul modello delle procedure doganali semplificate di importazione ed esportazione, e che di conseguenza la comunicazione sarà basata sullo scambio elettronico di dati tra rappresentanti doganali e Ufficio delle Dogane.

eKapija: La crisi ha rimandato i progetti e futuri investimenti dell’azienda?

– La Transfera non cambia la sua strategia di sviluppo di lungo termine. I termini di scadenza dei nostri progetti infrastrutturali sono stati revisionati e adattati alla situazione attuale, però non ci sarà alcuna deviazione dagli obiettivi prefissati. Nello stesso tempo, con tutti i problemi causati dall’epidemia, la riduzione dell’attività economica ci ha dato l’opportunità di avviare progetti di riorganizzazione e sviluppo con particolare attenzione alle applicazioni mirate a promuovere gli affari aziendali ed esperienze degli utenti dei nostri servizi. Sono tutti i progetti che finora esistevano parallelamente alle attività operative dell’azienda, e adesso gli sarà dedicato un tempo considerevole.

eKapija: Quanto siete attivi nel settore degli aiuti umanitari nella situazione attuale?

– È un fatto noto che la Transfera è donatore e iniziatore di molte attività umanitarie indirizzate ai bambini. Mettiamo sempre in rilievo che i bambini sono al primo posto, e così anche adesso abbiamo rivolto le nostre attività alla fornitura dei materiali necessari per le esigenze dell’Istituto per assistenza sanitaria a madri con figlio “Dr Vukan Čupić” a Belgrado. Reagendo velocemente siamo riusciti a procurare all’Istituto mascherine protettive, abiti chirurgici, visiere e disinfettanti e siamo sempre in contatto per quanto riguarda approvigiamenti successivi e consegne dei materiali.

La Transfera ha pure promosso l’iniziativa tra i suoi clienti con la centrale in Cina per la donazione del materiale medico. Quest’azione è attualmente in corso, e certi fondi sono stati depositati sul conto del Fondo Nazionale di Assistenza Sanitaria.

Le nostre capacità logistiche le abbiamo messe a disposizione anche all’Associazione degli industriali italiani – Confindustria Serbia, Camera di Commercio Serba, dipartimento economico dell’Ambasciata della Corea di Sud – KOTRA, Alleanza commerciale giapponese e Camera di Commercio Tedesco-Serba (AHK Serbia), con la cui mediazione stiamo realizzando un’altra azione umanitaria della quale si parlerà nei prossimi dieci giorni.

eKapija: Che cosa vi aspettate dopo la fine dell’epidemia e come vedete questo mercato dopo la crisi?

– Ci aspettiamo senz’altro una crescita graduale dell’attività economica, riapertura graduale di imprese e capacità di lavoro che generalmente sarà minore di quella prima della crisi. La particolarità di questa crisi rispetto a quella del 2008 sta nel fatto che le conseguenze negative si rifletteranno sia sulla domanda che sull’offerta. È chiaro che affronteremo una nuova crisi economica, però le misure di sostegno annunciate possono attenuare i suoi effetti. È possibile che vedremo la fusione del mercato – grandi imprese incorporeranno quelle piccole che cercano di salvare i propri affari. Una situazione simile potrebbe verificarsi anche sul mercato logistico, specialmente nei paesi come l’Italia e la Spagna.

Preso dal portale eKapija.